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EDITORIALE 02/02/2017

Inizio febbraio con piogge consistenti per tutta l’Umbria, il freddo resta per ora confinato poco ad est

Ultima decade di gennaio caratterizzata da un’accelerazione delle dinamiche disgregative del Vortice Polare, a causa di una serie di impulsi di aria calda che vanno ad incidere pesantemente sull’intera colonna d’aria artica già in parte compromessa dai disturbi subiti fin dalla seconda parte dell’autunno 2016.Ciò si è tradotto nella migrazione verso le medie latitudini di lobi dello stesso Vortice Polare, uno dei quali sta attualmente interessando la Russia mentre un secondo i settori nord orientali del Nord America. Il notevole innevamento con conseguente raffreddamento, durante le ultime settimane, dei settori orientali del continente europeo e più in generale della Russia e dei territori limitrofi, tende inoltre ad auto conservare tale situazione con considerevoli ripercussioni anche sul resto d’Europa dove le perturbazioni atlantiche faticano ad avanzare trovando spesso delle resistenze rappresentate da una circolazione anticiclonica prodotta proprio dal precedentemente menzionato raffreddamento.

In queste ore comunque, la situazione sullo scenario meteo climatico euro atlantico mediterraneo va parzialmente ma soprattutto temporaneamente modificandosi. Proprio grazie ai movimenti del Vortice Polare la grande circolazione depressionaria nord atlantica tende a rinforzarsi mentre la circolazione depressionaria a carattere freddo sulla Russia s’indebolisce leggermente causando anche l’indebolimento della circolazione anticiclonica che insiste sopra l’Europa centro orientale. Le correnti miti ed umide sud occidentali riescono quindi ad avanzare verso oriente portando nubi e piogge anche sui settori euro mediterranei centrali e quindi anche sull’Italia. Nei prossimi quattro giorni sulla nostra penisola transiteranno almeno 4 impulsi perturbati, il primo, tra oggi e domani venerdì 3 febbraio, piuttosto debole, con molte nubi e qualche precipitazione soprattutto al nord e Toscana, gli altri progressivamente più intensi con nubi più intense e precipitazioni che man mano coinvolgeranno anche il centro e per ultimo il sud Italia. La perturbazione nord atlantica più intensa raggiungerà l’Italia nella serata di domenica 5 febbraio formando sulla nostra penisola un nuovo sistema depressionario che nella giornata di lunedì 6 febbraio sarà centrato sul medio mar Tirreno con molte nubi e precipitazioni diffuse da nord a sud, quota neve in calo fin sui 900 metri sulle Alpi, 1200 – 1500 metri di quota in Appennino.

Sull’Umbria molte nubi da oggi giovedì 2 fino almeno a lunedì 6 febbraio più intense soprattutto dalla serata di domani venerdì 3 febbraio e con precipitazioni a fase alterne, a tratti anche intense, nevose a quote medio alte, oltre i 1600/1800 metri, fino a domenica 5 febbraio, in discesa fin sui 900 – 1200 metri nella giornata di lunedì 6 febbraio. Temperature stazionarie od in lieve calo nel fine settimana, in calo un po’ più consistente da lunedì 6 febbraio. Venti sud occidentali in intensificazione, moderati o forti soprattutto lungo l’Appennino.

Il sistema depressionario che si approfondirà sopra l’Italia nella giornata di lunedì 6 febbraio rappresenterà anche una variabile determinante per quanto riguarda la possibile evoluzione atmosferica sull’Italia a partire da martedì 7 febbraio e soprattutto nei giorni successivi. Durante la prima metà della prossima infatti, assisteremo ad una nuova intensificazione di quel lobo del Vortice Depressionario stazionante sulla Russia Siberiana, contemporaneamente si irrobustirà un anticiclone tra Scandinavia, Danimarca ed Ucraina con correnti gelide che prenderanno ampiamente possesso dell’Europa centro orientale. A questo punto l’evoluzione atmosferica prevista per l’Italia potrà prendere due strade, strettamente legate alla possibilità che l’anticiclone atlantico si possa collegare, grazie ad un “ponte di alta pressione” sopra l’Europa occidentale, con l’anticiclone scandinavo. Nel caso in cui questo “ponte” non avesse successo o comunque riuscisse parzialmente, la circolazione depressionaria presente sopra l’Italia sarà ancora alimentata da impulsi di aria umida nord atlantica ed aria relativamente fredda proveniente dall’Europa centro orientale, nel caso invece il “ponte” si realizzasse ma soprattutto si rivelasse sufficientemente robusto da bloccare o limitare notevolmente l’entrata di perturbazioni atlantiche sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo, l’area depressionaria presente sopra l’Italia sarà alimentata da aria ben più fredda proveniente dall’Europa nord orientale con una replica degli eventi a carattere freddo già sperimentati in gennaio.

Attualmente, sulla base degli ultimi dati a nostra disposizione, l’ipotesi più probabile resta la prima, quella che in poche parole vede un minor apporto di aria fredda continentale, quindi tra mercoledì 8 e venerdì 10 febbraio centro depressionario sopra l’Italia con condizioni atmosferiche instabili o perturbate da nord a sud ma nevicate a quote basse solo al nord, mentre al centro oltre gli 800 -1000 metri ed al sud oltre i 1200 – 1400 metri di quota.

Per quanto invece potrà accadere a partire dalla prima metà della seconda decade di febbraio tutte le strade sono aperte, i protagonisti restano gli stessi ed anche il bacino di aria gelida tra l’Europa orientale e la Russia sarà sempre ben presente e ben alimentato, pronto ad avanzare verso il cuore dell’Europa e verso anche l’Italia non appena gliene sarà concessa l’occasione e per “occasione” intendiamo l’irrobustimento dell’anticiclone atlantico sopra l’Europa occidentale con conseguente blocco degli impulsi di aria nord atlantica diretti sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo.

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