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EDITORIALE 29/01/2012

In arrivo abbondanti nevicate e freddo record

Quanto ipotizzato nel nostro editoriale pubblicato per l’Epifania sta accadendo in maniera talmente puntuale che un po’ sorprende anche noi. Gli annunciati, rapidi riscaldamenti in stratosfera, il conseguente dissesto del Vortice Polare e la discesa verso le medie latitudini di imponenti masse d’aria fredda artica provenienti dal Circolo Polare Artico, hanno scandito l’evoluzione atmosferica sul nostro emisfero nelle ultime due settimane. Un escalation talmente lineare e perfetta che ora ci troviamo davanti un evento meteo climatico che potrebbe restare nella storia dell’ultimo mezzo secolo e che certamente occuperà le cronache dei mezzi d’informazione di tutta Europa e non solo almeno per i prossimi quindici giorni.

La formazione di un eccezionale, per dimensioni e robustezza, anticiclone russo siberiano sta favorendo il movimento retrogrado o per meglio dire antizonale, di un corposo ed esteso nucleo di aria freddissima siberiana. Quest’ultimo, proveniente addirittura dalle steppe al confine tra la Russia orientale e la Mongolia, entro le prossime 72 ore raggiungerà l’Europa orientale portando il gelo ed uno sconquasso sul clima euro Mediterraneo. Infatti il suo movimento non si arresterà tra Polonia, Romania ed Ucraina, ma proseguirà fin nel cuore dell’Europa interessando con le sue correnti glaciali anche la Scandinavia ed il bacino centrale del mar Mediterraneo. L’aria fredda, stiamo parlando di una massa d’aria con temperature al suolo comprese tra i -30°C ed i -45°C nel nocciolo più interno, scorrerà sui terreni già innevati dell’Europa centro orientale fino a raggiungere come detto il mar Mediterraneo centrale dove entrerà a contatto con aria molto più mite ed umida. Per non farci mancare nulla è prevista anche una significativa interferenza di nuclei dia ria meno fredda ma piuttosto umida nord atlantica che complicherà ulteriormente il quadro generale. È facile intuire come tali contrasti causeranno la formazione alcuni vortici depressionari mediterranei che andranno a transitare sull’Italia dispensando abbondanti quantità di precipitazioni che, specie al centro nord risulteranno nevose fin sulle coste.

I modelli meteorologici, anche i più sofisticati, quelli che riescono a compiere miliardi di equazioni in pochissimo tempo, riescono con difficoltà ad individuare con largo anticipo la localizzazione precisa dove si formeranno i principali centri di bassa pressione, questo perché hanno pochissimi riferimenti e dati storici reali su un evento di tale portata. Nonostante ciò proveremo ora a proporre un’evoluzione atmosferica per i prossimi giorni sufficientemente attendibile.

In queste ore l’anticiclone russo siberiano, chiamato Cooper dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale, si estende dagli Urali attraverso l’Europa fin sul Portogallo, in verità supportato nei suoi settori occidentali dall’anticiclone atlantico. Le grandi aree depressionarie nord atlantiche stazionano ad ovest dell’Islanda tra Terranova e la Groenlandia, mentre sull’intero bacino del mar Mediterraneo è presente una moderata circolazione depressionaria che, con correnti orientali, convoglia sull’Italia aria moderatamente fredda. Precipitazioni, prevalentemente nevose, sono presenti sulle regioni nord occidentali e localmente, a quote medie, lungo l’Appennino, molte nubi sul resto d’Italia ma senza precipitazioni significative. Domani lunedì 30 gennaio sarà poi una giornata transitoria con tendenza a generale, parziale miglioramento atmosferico anche se il flusso di correnti fredde nord orientale tenderà ad intensificarsi.

Il detonatore che darà il via all’eccezionale ondata di freddo e neve sull’Italia, sarà un nucleo di aria fredda nord atlantica in discesa lungo il fianco occidentale dell’anticiclone russo siberiano proveniente dalla Norvegia meridionale. Questo nucleo nord atlantico raggiungerà il mar Mediterraneo centrale attraverso la Valle del Rodano nella mattinata di martedì 31 gennaio dando vita ad un centro depressionario sulla Corsica che si metterà subito in movimento per raggiungere il Lazio nelle prime ore di mercoledì 1° febbraio terminando la propria corsa sulle regioni meridionali italiane durante il successivo pomeriggio. Durante questo tragitto produrrà molte nubi e precipitazioni che, grazie all’aria fredda preesistente, risulteranno nevose fino a quote basse sul centro nord Italia, a quote collinari al sud.

Sull’Umbria le precipitazioni inizieranno tra la tarda mattinata ed il primo pomeriggio di martedì 31 gennaio mentre s’intensificheranno tra il tardo pomeriggio e la serata. Avremo nevicate insistenti su molte aree della nostra regione, fino a fondovalle sui settori settentrionali e localmente anche sul perugino, a quote collinari sul resto dell’Umbria. Nevicherà sicuramente quindi a Perugia, Città di Castello, Gubbio, Gualdo Tadino, Assisi, Norcia e Spoleto, probabilmente in un secondo momento anche su molti altri dei principali centri cittadini umbri. Un parziale miglioramento atmosferico è atteso tra il pomeriggio di mercoledì 1° febbraio e giovedì 2 febbraio con nevicate che si concentreranno lungo l’Appennino e schiarite più ad ovest. Temperature in calo specie nei valori massimi e venti deboli o moderati nord orientali.

Tra la serata di giovedì 2 e la mattinata di venerdì 3 gennaio, mentre il grosso del nucleo di aria fredda avrà raggiunto l’Europa centrale dove si registreranno temperature fino a -40°C, una seconda perturbazione nord atlantica s’inserirà nella circolazione depressionaria mediterranea formando un nuovo centro depressionario sulle Baleari. Questo secondo centro depressionario raggiungerà velocemente la Toscana dove si approfondirà ulteriormente, sull’Italia assisteremo ad un nuovo intenso peggioramento atmosferico ma soprattutto sul territorio italiano, ad iniziare dal Triveneto, verrà richiamata aria gelida dall’Europa centro orientale. Le ulteriori nevicate saranno quindi seguite da un repentino calo delle temperature. Probabilmente sulla pianura Padana durante il prossimo fine settimana saranno raggiunte temperature anche inferiori ai -20°C, mentre con lo scivolamento verso sud del centro depressionario e l’intensificazione delle correnti nord orientali il centro sud Italia sarà investito da bufere di neve fin sulle coste con forti e gelidi venti nord orientali, temperature quasi ovunque sotto gli 0°C

L’ondata di freddo si protrarrà almeno fino a mercoledì 8 febbraio, oltre questa data tutte le ipotesi sono valide anche se, sulla base di alcuni determinanti indici climatici questa dei prossimi giorni potrebbe non essere la sola intensa ondata di freddo e neve del mese di febbraio.

In chiusura invitiamo i nostri lettori a seguire i nostri prossimi aggiornamenti che quotidianamente forniremo ma soprattutto a prepararsi ad affrontare una periodo caratterizzato da condizioni atmosferiche severe ed in grado di dar luogo a situazioni critiche.

[ARCHIVIO EDITORIALI]

 

EDITORIALE
 
29/01/2012
 
NEWS
 
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