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EDITORIALE 17/04/2017

Tardivo colpo di coda dell’inverno, torna la neve fino a quote collinari, rischio gelate

I modelli meteorologici confermano quanto temevamo nei giorni scorsi, seppur attenuandone l’intensità. Probabilmente, a metà della settimana appena iniziata, l’Italia, specie le regioni centro meridionali, assisterà ad una delle fasi fredde tardive, dalle caratteristiche invernali, più intense degli ultimi 30 anni. I rischi principali saranno le nevicate fino a quote collinari ma soprattutto le gelate e purtroppo le preoccupazioni vanno subito alle colture ortofrutticole, già piuttosto avanti in fase di produzione di fiori ma anche di frutti ed ortaggi, dopo un finale d’inverno ed una prima parte della primavera piuttosto miti, pensiamo solo che per il mese di marzo il CNR ha calcolato un surplus termico medio per l’Italia di oltre 2°C. Tra l’altro tutto questo va sommato ad una fase siccitosa che soprattutto per l’Italia centro settentrionale si protrae almeno dalla seconda parte dello scorso autunno e che se dovesse perdurare potrebbe procurare ulteriori preoccupazioni per l’approvvigionamento idrico durante la prossima estate.

Tornando ora all’evoluzione atmosferica prevista per le prossime ore e soprattutto per i prossimi giorni, osserviamo come, attualmente, il primo debole impulso fresco perturbato di origine nord atlantica che nel recente fine settimana ha attraversato da nord a sud l’Italia, sta allontanandosi verso sud est. Ciò favorisce un deciso miglioramento atmosferico con ritorno ad un cielo sereno o poco nuvoloso al centro nord e nelle prossime ore anche al sud. Già nella giornata di domani martedì 18 aprile però, assisteremo ad un nuovo peggioramento atmosferico che darà inizio a quella fase fredda dalle caratteristiche invernali di cui tratterà in specifico questo nostro articolo. Nelle prossime ore infatti, l’anticiclone atlantico si espanderà verso nord est fin sulla Lapponia favorendo la discesa di un corposo nucleo di aria fredda artica prima sulla Scandinavia, poi sull’Europa centrale e domani martedì 18 aprile sulle regioni adriatiche e quindi sul bacino centrale del mar Mediterraneo. L’aria fredda a contatto con l’aria più mite ed umida mediterranea, determinerà la formazione di un nuovo sistema depressionario sopra l’Italia centrato sul medio mar Adriatico nel pomeriggio di domani martedì 18 aprile. Subito inizierà ad affluire aria fredda dall’alto mar adriatico verso tutte le regioni italiane con formazione di nubi intense e precipitazioni su Triveneto, Emilia Romagna e centro sud Italia, più frequenti sulle regioni adriatiche, mentre le regioni nord occidentali saranno le meno colpite grazie alla protezione dell’arco alpino. Dal tardo pomeriggio primo temporaneo miglioramento atmosferico al nord, in serata al centro e poi al sud grazie allo spostamento del centro depressionario sull’Albania ed all’afflusso di aria più asciutta da nord. La neve in Appennino cadrà inizialmente oltre i 1200 – 1400 metri, in calo fin sui 1000 metri nel tardo pomeriggio sull’Appennino centrale. La giornata di mercoledì 19 aprile inizierà con poche nubi su tutta l’Italia e con venti in attenuazione, quindi, specie nelle valli e nelle conche interne, eventuali rasserenamenti potranno causare delle gelate. Nel corso della mattinata poi, il centro depressionario in risalita dall’Albania verso la Croazia, riavvicinandosi al centro nord Italia, causerà un nuovo aumento della nuvolosità con precipitazioni ad iniziare dalle regioni che si affacciano sul medio alto mar Adriatico. La neve cadrà sull’Appennino centro settentrionale inizialmente fin sui 700/800 metri di quota poi in serata e soprattutto durante le ore notturne successive potremo avere neve fin sui 500 metri di quota su Romagna, Marche ed Abruzzo. Giovedì 20 aprile il centro depressionario tornerà ad allontanarsi verso oriente, l’Italia sarà però ancora investita da correnti fredde nord orientali che produrranno nubi e precipitazioni sparse sulle regioni centrali adriatiche ed al sud, nevose fin sui 600 – 800 metri di quota in Appennino, sereno o poche nubi sul nord Italia, centro tirrenico e Sardegna.

Sull’Umbria sereno o poche nubi nelle prossime ore ma già dalla prima mattinata di domani martedì 18 aprile nubi in aumento con prime locali piogge in tarda mattinata, specie lungo l’Appennino. Nel pomeriggio molto nuvoloso o coperto con precipitazioni sparse in Appennino, più localizzate sui settori centro occidentali della regione, nevicate oltre i 1200 metri di quota. Migliora dalla serata. Temperature in calo, venti inizialmente deboli sud occidentali poi deboli o moderati settentrionali. Mattina di mercoledì 19 aprile che inizierà con cielo sereno, scarsa ventilazione e probabili gelate nei fondovalle e soprattutto sulle conche appenniniche, nel corso della mattinata nubi in aumento da nord est. Nel pomeriggio ed in serata molte nubi con precipitazioni frequenti in Appennino, nevose fin sui 600 – 800 metri di quota, decisamente più localizzate sull’Umbria centro occidentale. Durante le ore notturne successive la neve potrebbe scendere localmente fin sui 500 metri di quota lungo l’Appennino. Temperature in ulteriore, generale calo. Venti deboli o moderati settentrionali. Giovedì 20 aprile nubi più intense e locali precipitazioni concentrate lungo l’Appennino, nevose fin sui 600 – 800 metri di quota, nuvolosità irregolare sul resto della regione. Temperature stazionarie con venti moderati o forti di tramontana.

Tra venerdì 21 e sabato 22 aprile definitivo allontanamento ad oriente del sistema depressionario con cessazione delle correnti fredde nord orientali e generale miglioramento atmosferico con ritorno ad un cielo sereno o poco nuvoloso prima al centro nord poi al sud, temperature in rapido aumento nel fine settimana.

Sull’Umbria sereno o poche nubi tra venerdì 21 e sabato 22 aprile con venti in attenuazione ed ancora possibili delle gelate al primo mattino, temperature massime in aumento, specie nel fine settimana


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