Home | Chi Siamo | women in us army special forces | company analysis project | applying for work experience in law firm
  http://www.umbriameteo.com/index.php/leadership-and-organizational-conflict/ | Servizi | Bollettino Meteo | Editoriale | News | Partner | Contatti

EDITORIALE 17/01/2019

Seconda meta' di gennaio con maggiori precipitazioni e freddo moderato. Ipotesi per febbraio.

Nel precedente editoriale abbiamo descritto l’evento di riscaldamento stratosferico, avvenuto tra gli ultimissimi giorni di dicembre 2018 ed i primi di gennaio 2019, che sta condizionando l’andamento climatico sul nostro emisfero e quindi anche l’evoluzione atmosferica sullo scenario meteorologico euro atlantico mediterraneo. Le dinamiche, tra un evento e l’altro, sono spesso differenti ed ancor più differenti sono i risvolti in troposfera e nelle singole aree geografiche, anche stavolta ciò è dimostrato dagli effetti sull’Europa ed ancor più in specifico sull’Italia. Riscontriamo infatti notevoli differenze con l’evento del febbraio 2018 ma anche con gli eventi del passato ad iniziare dal più famoso, quello del gennaio 1985, più volte tirato in ballo da qualche sito che promette di fornire informazione meteorologica corretta ma il più delle volte si lancia in annunci sensazionalistici a caccia di click (da poter utilizzare come merce digitale per contrattare introiti pubblicitari). Nel caso recente infatti, il riscaldamento, o per meglio dire i riscaldamenti, hanno si portato in stratosfera prima ad un allungamento e dislocazione (desplacement) poi ad una divisione (split) del Vortice Polare con affermazione di un’area anticiclonica sul Circolo Polare Artico, ma con risvolti in troposfera non troppo immediati e consistenti tanto da causare irruzioni di aria fredda catalogabili come evento meteorologico storico od eccezionale su vasta scala. Ciò è dovuto in parte alla dinamica iniziale, in parte ad una situazione troposferica non molto ben predisposta ad una rapida e notevole destrutturazione del Vortice Polare troposferico e, per quanto ci riguarda in particolare, un asse del Vortice Polare troposferico in posizione non favorevole ad irruzioni di aria molto fredda sull’Italia. A supporto di quest’ultima affermazione è apparso evidente, durante la prima decade di gennaio, come la risposta troposferica al riscaldamento stratosferico sia stata, essenzialmente, lo spostamento di un corposo nucleo di aria fredda dalla Groenlandia sulla Lapponia per poi finire sui settori euro mediterranei orientali, interessando solo parte della nostra penisola, in particolare centro adriatico e regioni meridionali, tra l’altro in maniera non troppo diretta.

Gli effetti di questi riscaldamenti sull’intera colonna del Vortice Polare non finiranno comunque con gli eventi della prima decade di gennaio, la letteratura meteo climatica ci dice che il condizionamento dovuto a tale tipologia di evento proseguirà, tra alti e bassi, probabilmente fino a fine febbraio. La struttura del Vortice Polare infatti risulta indebolita, tra l’altro già relativamente debole in partenza a fine novembre, inoltre non sono neanche da escludere ulteriori colpi, sotto forma di nuovi riscaldamenti stratosferici, nelle prossime settimane, con definitiva destrutturazione del Vortice Polare e lobi ancora in discesa verso le medie latitudini. Durante i prossimi 10 giorni il Vortice Polare tenterà un abbozzo di riaccorpamento, un raffreddamento e quindi una moderata intensificazione a partire dall’alta stratosfera, mentre in bassa stratosfera e soprattutto in troposfera, sarà ancora presente una circolazione anticiclonica sopra il Circolo Polare Artico. Uno dei due principali lobi del Vortice Polare sarà dislocato sopra il Nord America, questa disposizione aprirà una nuova fase meteorologica per i settori euro atlantici mediterranei, caratterizzata da un’iniziale uscita diretta, tesa, dal Canada, della corrente a getto, con affermazione di correnti mediamente occidentali, ben più umide delle correnti settentrionali degli ultimi giorni ma anche meno fredde. Attenzione, meno fredde non significa necessariamente miti, anzi, probabilmente avremo alcuni giorni con temperature in linea con le medie del periodo ma anche giornate con temperature sotto le medie del periodo grazie ad infiltrazioni di aria più fredda proveniente dall’Europa orientale, specie nella fasi post frontali. Avremo quindi piogge e neve, anche abbondante, in montagna che, di tanto in tanto, scenderà fino a quote collinari e non si esclude che, in particolari condizioni, possa far la sua comparsa anche in fondovalle intorno ai 300 metri di quota, sicuramente sulle regioni settentrionali ma anche su Toscana, Umbria e Marche.

Questa nuova fase invernale, umida e moderatamente fredda inizierà nelle prossime ore per poi proseguire almeno fino al 25/27 gennaio, mentre tra gli ultimissimi giorni del mese in corso e più probabilmente i primi giorni di febbraio, potremmo assistere ad una fase interlocutoria seguita da un indebolimento ed un arretramento verso ovest del lobo del Vortice Polare posizionato sopra il Nord America. La conseguenza diretta sarà il rafforzamento dell’anticiclone atlantico che tenderà poi ad espandersi in maniera più decisa verso nord, in posizione di blocco, sbarrando la strada alle umide correnti occidentali dirette sul continente europeo, creando quindi le condizioni per una nuova discesa di correnti molto fredde dal Circolo Polare Artico europeo verso il bacino centrale del mar Mediterraneo, stavolta con traiettoria più occidentale rispetto ad inizio gennaio ed in grado quindi di coinvolgere più direttamente l’Italia. L’evoluzione “conclusiva” del lungo condizionamento dovuto al riscaldamento stratosferico di fine 2018/inizio 2019, potrebbe essere, in febbraio, ma qui scendiamo ancor più nel campo delle ipotesi, anche se abbastanza supportate dalla statistica, la formazione di un robusto anticiclone tra il mar del Nord, la Scandinavia e la Russia occidentale, capace di pilotare, lungo il suo fianco orientale e meridionale, masse d’aria fredda fin nel cuore del continente europeo e probabilmente i paesi della sponda settentrionale del mar Mediterraneo con effetti ben noti in caso di irruzioni di aria fredda di tale consistenza.

[ARCHIVIO EDITORIALI]

 

EDITORIALE
 
17/01/2019
 
NEWS
 
NUOVA FASE CON CORRENTI OCCIDENTALI E TEMPERATURE NELLA MEDIA, PIOGGIA E NEVE IN APPENNINO NEL FINE SETTIMANA
14/01 [ore 9.99 ]
LA PUBBLICITA' CON UMBRIAMETEO E METEOAPPENNINO E' VANTAGGIOSISSIMA
12/01 [ore 9.99 ]
DUE IMPULSI DI ARIA FREDDA IN TRANSITO SULL’ITALIA NELLE PROSSIME 48 ORE, MIGLIORA NEL FINE SETTIMANA
09/01 [ore 9.99 ]
 
UmbriaMeteo® - p. iva 02824210542 | Copyright 2000-2011