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EDITORIALE 20/01/2010 | ARCHIVIO EDITORIALI
ULTIMA DECADE DI GENNAIO CON FREDDE CORRENTI NORD ORIENTALI
La circolazione atmosferica sull’intero continente europeo continua a risentire della presenza di due antitetiche figure bariche, l’anticiclone russo siberiano e l’area depressionaria semipermanente nord atlantica. Il primo si estende dal nord est europeo fin sulle coste atlantiche della Norvegia e convoglia masse d’aria fredda fin nel cuore dell’Europa. La seconda, invece, occupa gran parte della superficie oceanica nord atlantica tra Terranova, Groenlandia ed Inghilterra, pilotando correnti miti, umide ed instabili dall’oceano Atlantico settentrionale verso l’Europa occidentale ed il bacino centrale del mar Mediterraneo. Questa situazione probabilmente si sbloccherà solo durante l’ultima settimana del mese di gennaio quando proprio l’anticiclone russo siberiano sostenuto da un rinforzo dell’anticiclone atlantico in espansione verso nord, vincerà il confronto con l’area depressionaria semipermanente nord atlantica precludendo a quest’ultima, almeno per qualche giorno, ogni minima influenza sul continente europeo dove, contemporaneamente, affluiranno ancora una volta masse d’aria molto fredda provenienti dalle steppe russo siberiane. Nelle ultime 48 ore, sul bacino centrale del mar Mediterraneo, è andata temporaneamente rafforzandosi un’area di alta pressione legata all’anticiclone russo siberiana. Questa circolazione ha l’inconveniente di essere contraddistinta da correnti nord orientali responsabili di afflussi di aria fredda sulla nostra penisola. Quindi mentre sulle regioni alpine e tirreniche godono di cielo sereno o poco nuvoloso con temperature tutto sommato gradevoli per il periodo, le regioni adriatiche e l’Appennino restano interessate da nuvolosità e qualche precipitazione prodotta da un debole effetto stau. Inoltre, su gran parte della pianura padana protetta da un diretto contatto con i venti nord orientali, ristagna aria molto fredda ed umida con nebbia che si congela dando luogo alla galaverna. In queste ore, comunque, l’arrivo di una nuova moderata perturbazione atlantica porterà un peggioramento atmosferico con conseguente diminuzione della pressione, cambio delle correnti atmosferiche e quindi cessazione di questi fenomeni. In particolare si sta formando un centro depressionario nei pressi della Sardegna, questo si muoverà poi verso il basso mar Tirreno, approfondendosi, fino a raggiungere il mar Ionio nella giornata di venerdì 22 gennaio. Durante questo tragitto porterà nuvolosità intensa e precipitazioni soprattutto sulle regioni centrali tirreniche e su quelle meridionali, nevose in Appennino a quote comprese tra i 700 ed i 1300 metri. Sull’Umbria, nelle prossime ore, avremo nuvolosità anche estesa ma poca pioggia, locali deboli nevicate potranno interessare la dorsale appenninica umbro marchigiana, generalmente oltre i 700 metri ma non si esclude che qualche fiocco possa scendere fino a quote più basse in Altotevere e Valnerina. Domani giovedì 21 gennaio nubi ed isolate precipitazioni tenderanno a concentrarsi lungo la dorsale appenninica dove potrà nevicare ancora fin sui 600 – 800 metri di quota. Le temperature aumenteranno leggermente, specie nei valori minimi, i venti si orienteranno da nord est intensificandosi. Nella giornata di venerdì 22 gennaio le correnti nord orientali favoriranno l’afflusso di aria più fredda proveniente dall’Europa centro orientale. Sull’Umbria centro occidentali avremo una nuvolosità irregolare con schiarite anche ampie alternate ad addensamenti comunque non in grado di produrre precipitazioni significative, lungo l’Appennino invece le nubi risulteranno più intense e soprattutto sui versanti orientali potremo avere qualche nevicata fino a bassa quota. Nel resto del fine settimana sull’Italia e sull’Umbria ancora aria fredda con residua nuvolosità addossata all’Appennino ma senza precipitazioni degne di nota. Più significativi, invece, i movimenti su scala europea. Una perturbazione atlantica, infatti, riuscirà a raggiungere la Francia e la Spagna, contemporaneamente in oceano Atlantico di fronte alle coste dell’Europa occidentale assisteremo ad una espansione verso nord est dell’anticiclone atlantico che andrà a congiungersi con l’anticiclone russo siberiano nei pressi dell’Inghilterra e della Norvegia. Lunedì 25 gennaio la perturbazione atlantica si unirà ad un’altra debole perturbazione proveniente dalla Spagna favorendo la formazione di un centro depressionario sul canale di Sardegna. Questo nuovo sistema depressionario oltre a causare un generale peggioramento sulle regioni italiane con successivo richiamo sulla nostra penisola di ulteriore aria fredda proveniente dall’Europa orientale. Attualmente, però, non è ancora possibile valutare con sufficiente attendibilità gli effetti dell’arrivo di quest’aria fredda sull’Italia e sull’Umbria.
Fabio Pauselli
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