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EDITORIALE 30/10/2017

Ancora una settimana siccitosa ma s’intravedono dei segnali di cambiamento per novembre

Il mese di ottobre 2017 risulta, per l’Umbria ma un po’ per tutta l’Italia e gran parte dei paesi dell’Europa occidentale, come uno dei più siccitosi dell’ultimo secolo. Le poche piogge cadute sulla nostra regione hanno bagnato il terreno solo in rari casi e ciò, oggettivamente, è alquanto anomalo per uno dei mesi che dovrebbe risultare tra i più piovosi dell’anno. Settembre ci aveva illuso con precipitazioni in qualche caso avevano doppiato le medie mensili e temperature nella norma, poi però tutto è tornato rapidamente come prima, assenza di piogge e caldo. Se andiamo ad analizzare la circolazione atmosferica su larga scala, in realtà, le perturbazioni hanno raggiunto l’Italia ma quasi sempre in maniera decisamente poco produttiva, spesso provenienti da nord ovest e con traiettoria che, dopo aver impattato sulle Alpi, deviava verso est portando nubi e piogge sulla penisola Balcanica, marginalmente sulle regioni adriatiche ed al sud, nulla o quasi nulla sulle regioni alpine centro occidentali e soprattutto sulle regioni tirreniche, in particolar modo Toscana, Umbria e Lazio.

Questa tipologia di correnti le abbiamo viste ad inizio ottobre quando ben tre perturbazioni in dieci giorni hanno faticato a scaricare qualche pioggia sull’Umbria, ma l’abbiamo chiaramente visto anche nelle ultime ore con un fronte freddo artico che, raggiunte le Alpi, sta ora chiaramente sfilando verso i Balcani con il centro depressionaria e l’ampia area di bassa pressione a cui è legato, in spostamento dalla Scandinavia all’Ucraina. In questo caso qualche locale, breve pioggia è possibile solo sulle regioni adriatiche ed al sud grazie all’attivazione di correnti fredde nord orientali che riescono a caricarsi di umidità nel loro passaggio sopra il mar Adriatico e Ionio, dunque a generare nubi sufficientemente consistenti per produrre precipitazioni. Tra martedì 31 ottobre e mercoledì 1° novembre comunque, l’anticiclone atlantico tenderà nuovamente ad espandersi sull’intero bacino centro occidentale del mar Mediterraneo riportando un cielo sereno o poco nuvoloso su tutto il territorio italiano. Giovedì 2 novembre ancora alta pressione con correnti nord occidentali in quota che potranno produrre qualche velatura o stratificazioni nuvolose comunque poco consistenti prima al nord poi anche al centro sud. Le temperature, dopo il calo atteso nelle prossime 36 ore, da mercoledì 1° novembre, con l’anticiclone e la cessazione delle correnti fredde nord orientali, torneranno ad aumentare.

Sull’Umbria nubi poco consistenti, in prevalenza velature, nelle prossime 36 ore con temperature in calo e venti deboli o moderati nord orientali. Tra il pomeriggio/sera di domani martedì 31 ottobre e la giornata di mercoledì 1° novembre, cielo sereno o poco nuvoloso con ventilazione orientali in progressiva attenuazione. Giovedì 2 novembre cielo sereno o poco nuvoloso per la presenza di velature con temperature in ulteriore aumento e venti deboli sud occidentali.

Tra venerdì 3 novembre e sabato 4 novembre persisterà una circolazione anticiclonica sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo mentre tra penisola iberica e mar Mediterraneo occidentale arriverà un’ampia area depressionaria nord atlantica. Sull’Italia quindi avremo ancora cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso, specie sui settori padani centro orientali, sulle regioni adriatiche ed al sud, si attiveranno però correnti più umide sud occidentali alle quote medio basse dell’atmosfera che riusciranno a generare nubi al nord ovest e soprattutto sulle regioni centro settentrionali tirreniche dove potremo avere anche qualche locale, debole pioggia, in particolare su Levante Ligure, settori tirrenici dell’Appennino settentrionale, Toscana ed Umbria nord occidentale, temperature in ulteriore, lieve aumento, venti deboli o localmente moderati, sud occidentali sui settori tirrenici, orientali su quelli adriatici e ionici.

Sulla nostra regione nubi in probabile aumento tra venerdì 3 e sabato 4 novembre, le nubi saranno in prevalenza poco consistenti, qualche addensamento in grado di produrre locali pioviggini o piovaschi sarà possibile soprattutto tra Altotevere, Trasimeno e perugino, forse anche tra pievese ed orvietano ma è più difficile. In questa fase temperature minime in aumento e massime in calo, venti assenti o deboli sud occidentali.

Domenica 5 novembre sarà probabilmente la giornata della svolta, in realtà ancora non c’è completa assonanza tra i principali modelli meteorologici, statunitensi ed europei, sulle modalità, però è certo che qualcosa cambierà ed anche nella peggiore delle ipotesi almeno un po’ di pioggia l’avremo. Tutto parte dal movimento verso oriente dell’area depressionaria presente tra penisola iberica e mar Mediterraneo occidentale. La dinamica presentata oggi dal modello meteorologico statunitense preso in esame (GFS), mostra un progressivo avanzamento verso l’Italia di tale area depressionaria che però tenderà prima ad indebolirsi nell’attraversare l’Italia tra domenica 5 e mercoledì 8 novembre, tant’è che si ridurrà ad auna blanda circolazione depressionaria tra Sardegna e Grecia, poi però si rafforzerà notevolmente tra il 9 ed il 10 novembre per in sopraggiungere, attraverso la Francia, di un corposo impulso di aria fredda nord atlantica. Il nuovo intenso centro depressionario s’approfondirà sopra la Corsica stazionando poi tra Sardegna e medio mar Tirreno per più giorni. Per il modello europeo (ECMWF) invece, l’impulso di aria fredda nord atlantica sopraggiungerà prima rinforzando il sistema depressionario in arrivo dalla penisola iberica fin dai primi approcci alla nostra penisola, quindi con precipitazioni più consistenti fin da subito, da inizio della prossima settimana. Staremo a vedere, nei prossimi aggiornamenti, quale delle due strade sarà quella percorsa nella realtà.

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