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EDITORIALE 06/02/2018

La stagione invernale non e' terminata, anzi potrebbe risultare ancora molto lunga

In tempi di riscaldamento globale e rapidi cambiamenti climatici ogni anno, ogni stagione ed ogni mese fanno un po’ storia a se, semplicemente perché l’energia in gioco è maggiore ed influisce in maniera significativa sulle variabili ed i feedback dell’atmosfera. Abbiamo più volte sottolineato come le proiezioni stagionale, seppur negli ultimi 15/20 anni abbiano compiuto passi da gigante, non hanno ancora raggiunto quell’attendibilità necessaria, specie nei particolari, per poter programmare tutta una serie di attività umane. Quest’anno ne abbiamo avuto un classico esempio, con una fenomenologia climatica su larga scala che in più di un caso, forse uno anche nelle prossime settimane, è uscita dai canoni descritti nelle pubblicazioni scientifiche degli ultimi decenni. Premesso questo, riassumiamo quanto finora accaduto nei primi due mesi invernali, il primo caratterizzato da una colonna del Vortice Polare non molto pimpante, specie se raffrontata con gli stessi periodi degli anni precedenti, conseguentemente sull’Italia abbiamo avuto un mese di dicembre con buone precipitazioni e temperature prevalentemente sotto media, quindi abbastanza fredde. A fine dicembre poi, una serie di eventi che non stiamo qui a descrivere per non dilungarci ulteriormente ma anche in questo caso non in forma canonica, hanno determinato un’intensificazione della vorticità lungo tutta la colonna del Vortice Polare osservato, dalla stratosfera alla troposfera, con una notevole riduzione delle ondulazioni della corrente a getto nord atlantica e quindi meno perturbazioni e più alta pressione sui settori euro mediterranei. Ciò ha caratterizzato l’intero mese di gennaio che, infatti, sull’Italia, è risultato essere più caldo della norma e con poche precipitazioni, circa la metà o poco più di quelle attese. A livello emisferico solo sul Nord America e sull’Asia nord orientale si sono avute forti ondate di gelo e neve ma ciò è dovuto essenzialmente ad una compressione e quindi ad una forma ellittica del Vortice Polare con asse disposto proprio tra Nord America e Siberia orientale.

A fine gennaio abbiamo registrato un evento simile a quello di fine dicembre, ciò sta di nuovo favorendo un’intensificazione del Vortice Polare ma la nuova disposizione di quest’ultimo, permetterà di instaurare una circolazione secondaria antizonale (la circolazione zonale è quella della corrente a getto nord atlantica, da ovest verso est, quindi antizonale è una circolazione da est verso ovest) alle medie latitudini euro mediterranee, o meglio tra il mar Caspio ed i settori euro mediterranei centrali. La suddetta circolazione secondaria per più giorni manterrà attive sull’Italia correnti fredde orientali. Naturalmente c’è da sottolineare che queste correnti orientali saranno si fredde ma sostanzialmente asciutte, almeno in partenza, specie sui settori tirrenici, un po’ più umide sui settori adriatici grazie all’umidità ceduta dalla superficie marina adriatica. Saranno però probabili delle veloci sortite di aria più umida ed instabile nord atlantica, quest’impulsi potrebbero raggiungere il bacino centrale del mar Mediterraneo, attraverso la Francia, portando precipitazioni anche sui settori tirrenici, in qualche caso nevose fin sui fondovalle specie dove l’aria fredda nei bassi strati resisterà al richiamo di aria mite meridionale prefrontale. Questa fase comunque dovrebbe concludersi intorno metà mese.

Sull’Umbria, nelle prossime 36/48 ore, a causa di un sistema depressionario in transito sopra l’Italia, avremo molte nubi con piogge sparse e quota neve variabile tra i 1200 ed i 1500 metri. Venerdì 9 febbraio il sistema depressionario si allontanerà sulla penisola balcanica favorendo un generale miglioramento ma subito dalla Francia, un nuovo piccolo impulso nord atlantico si getterà sul mar Mediterraneo centrale dove comunque persisterà una certa circolazione depressionaria e quindi rinvigorirà una debole instabilità atmosferica sopra l’Italia, specie al centro sud, con qualche locale pioggia o nevicata a quote medio basse. Sulla nostra penisola viavai di nubi ma scarse precipitazioni, al massimo qualche rovescio più intenso ma dovrebbe risultare il tutto abbastanza localizzato, neve fin sugli 800/1000 metri. Un impulso nord atlantico più consistente dovrebbe raggiungere il bacino centrale del mar mediterraneo lunedì 12 febbraio con formazione ci un nuovo centro depressionario sopra il mar Tirreno. In questo caso sembra ci possano essere maggiori precipitazioni ma quantitativi e soprattutto quota neve sono da stabilire, siamo ancora troppo lontani, non è infatti da escludere qualche ficco fino a quote basse. Un parziale miglioramento è atteso per giovedì 15 febbraio anche se, in realtà, la presenza o meglio l’insistenza sopra le regioni meridionali della circolazione depressionaria formatasi nei giorni precedenti, manterrà viva una certa instabilità atmosferica al sud, centro adriatico e lungo l’Appennino centrale con locali precipitazioni e neve fino a quote basse.

L’intensificazione del Vortice Polare avvenuta in questi giorni e che produrrà la suddetta circolazione secondaria con correnti fredde sull’Italia, sarà però probabilmente interrotta da un “colpo di scena” spettacolare (per i canoni meteorologici), tra il 10 ed il 15 febbraio. E’ infatti atteso un forte riscaldamento in stratosfera con due anticicloni stratosferici che andranno prima a dividere in sue, con un’azione a tenaglia, il Vortice Polare stratosferico, poi ad indebolirlo ai minimi livelli. Se questi movimenti, questa disgregazione si propagherà verso il basso lungo tutta la colonna del Vortice Polare fino ai piani troposferici, potremo avere un’ultima decade di febbraio e forze anche una parte significativa di marzo caratterizzate da consistenti ondate di gelo sull’Europa e forse anche sul bacino centrale del mar mediterraneo. Di queste eventualità ne parleremo comunque in un artico lo specifico nei prossimi giorni.

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