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EDITORIALE 22/02/2018

Confermato l’arrivo sull’Italia di una delle piu' intense ondate di gelo e neve degli ultimi anni

Negli ultimi nostri editoriali ed articoli ci siamo impegnati a descrivere, a piccoli passi, la genesi e le dinamiche generali di un evento atmosferico su larga scala e di particolare intensità che nei prossimi giorni interesserà direttamente gran parte d’Europa. Il bacino centrale del mar Mediterraneo poi, risulterà il terreno d’incontro/scontro tra masse d’aria estremamente diverse per caratteristiche e provenienza con tutti i risvolti del caso, spesso pesanti, per la nostra penisola. Siamo partiti ad inizio febbraio parlando sulla nostra pagina facebook dei due intensi riscaldamenti che si sarebbero verificati in stratosfera (stratwarming) nei giorni successivi, poi con altri articoli le possibili ripercussioni che avrebbero potuto avere in troposfera dando per probabile un’intensa ondata di gelo e neve sul continente europeo, nell’ultimo editoriale, del 17 febbraio, oramai sicura l’intensa irruzione di aria fredda per l’Europa, siamo passati ad esaminare le varie opzioni riguardanti il diretto interessamento dell’Italia. Oggi, con questo nuovo editoriale, compiremo un ulteriore passo in avanti, dato per certo anche l’interessamento dell’Italia cercheremo d’inquadrare gli effetti di questa ondata di freddo sulla nostra penisola ed i possibili risvolti per l’Umbria.

Oramai da qualche giorno l’Italia è interessata da una bassa pressione stazionante sopra il mar Mediterraneo centrale che, nelle ultime ore, ha richiamato a se un piccolo nucleo di aria fredda proveniente dal nord Europa che oltre a rinvigorire l’intero sistema depressionario ha determinato un ulteriore calo termico con nevicate fino a bassa quota al centro nord. Nelle prossime 60 ore tale bassa pressione continuerà ad spostare il proprio centro tra il sud Italia ed il medio basso mar Tirreno, alimentando condizioni atmosferiche instabili o perturbate sull’intero territorio italiano. La quota delle nevicate si rialzerà temporaneamente, specie al centro sud, a causa dello spostamento sopra la Sardegna del nucleo di aria fredda, quindi il centro depressionario sopra il mar Tirreno centro meridionale richiamerà correnti più meridionali che orientali sulle regioni peninsulari.

Mentre sul bacino centrale del mar Mediterraneo accade quanto appena descritto, l’Europa centro orientale sarà investita da una vastissima massa di aria fredda, un’area con estensione simile a quella che fece un percorso simile nel lontano inizio gennaio 1985 che i più anziani ricorderanno come la più intensa ondata di gelo e neve che ha colpito l’Italia, soprattutto centro settentrionale, dal 1956 ad oggi. Questa enorme massa d’aria gelida, proveniente dall’artico siberiano e legata ad uno dei due lobi del Vortice Polare, dei quali abbiamo descritto la loro genesi nei precedenti editoriali. La discesa di aria gelida sarà favorita da un ampio e robusto anticiclone, anch’esso prodotto dalle dinamiche strato-troposferiche, con massimi di pressione posizionati tra Russia nord occidentale, Scandinavia ed Inghilterra. Sabato sera l’aria gelida avrà raggiunto tutta la Scandinavia, la Germania, l’Austria ed i paesi dell’ex Jugoslavia, pronta a traboccare in Adriatico.

Domenica l’aria gelida irromperà prima sulle regioni settentrionali, richiamata anche dal centro di bassa pressione presente sul medio basso mar Tirreno, poi, dal pomeriggio, anche sulle regioni centrali ad iniziare dalle Marche, la Toscana orientale e l’Umbria settentrionale. La risalita verso l’Aria fredda del centro depressionario favorirà un buon contributo di umidità allo scontro di masse d’aria determinando la formazione di nuvolosità intensa, estesa ed in grado di produrre precipitazioni estese, su tutto il centro nord Italia. Sulle regioni settentrionali le precipitazioni risulteranno nevose anche sulle coste fin dall’inizio, mentre al centro, dove già nelle ore notturne precedenti la neve sarà scesa fino in collina, le nevicate a fondovalle o fino a quote pianeggianti procederanno in maniera progressiva da nord verso sud. Probabilmente entro la serata Marche e gran parte di Umbria e Toscana saranno sotto nevicate fino in pianura, le altre regioni del centro lo saranno da dopo la mezzanotte alla prima mattinata di lunedì 26 febbraio. Nel frattempo migliorerà su gran parte del nord Italia, tranne che basso Veneto ed Emilia Romagna. Nella stessa giornata di lunedì 26 febbraio, a causa della spinta da nord della gran massa di aria fredda, il centro depressionario dal medio mar Tirreno si sposterà verso sud, ciò determinerà l’attivazione di correnti gelide nord orientali al centro nord con precipitazioni che tenderanno a concentrarsi in Appennino e sulle regioni adriatiche, in pratica saranno prodotte esclusivamente da effetto stau od Adriatic Snow Effect, ossia dall’aria molto fredda che sfiorando la superficie più calda del mar adriatico si carica d’umidità producendo nubi e quindi precipitazioni, nevose fin sulla costa. Martedì 27 febbraio il flusso di aria fredda da nord est dovrebbe raggiungere il massimo dell’intensità con temperature massime sotto gli 0°C su tutto il nord Italia e su gran parte del nord.

Sia martedì 27 che mercoledì 28 febbraio poi, ci sarà da valutare la possibile interferenza di impulsi di aria più umida ed instabile proveniente dall’oceano atlantico che potrebbe produrre ulteriori nevicate, da sovrascorrimento od addolcimento, soprattutto sulle regioni tirreniche centro settentrionali. Se non dovessero intervenire “colpi di scena”, possibili in una situazione ancora oggi molto complicata, questa ondata di gelo e neve dovrebbe concludere tra giovedì 1 e venerdì 2 marzo per il sopraggiungere di correnti più miti sud occidentali che “scalzeranno” le correnti fredde nord orientali.
Questo è il nostro attuale pensiero sull’evoluzione atmosferica attesa per i prossimi giorni su scala nazionale, per quanto riguarda l’Umbria forniremo maggiori dettagli nei prossimi articoli e nelle prossime news sulle nostre pagine social.

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