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Prossimi giorni con correnti moderata mente fredde orientali, qualche nevicata fino a quote medio basse.

(del 19/01/2019)

Attualmente e fino a martedì 22 gennaio attraverseremo una fase interlocutoria, caratterizzata dalla presenza di un sistema depressionario sopra il bacino centro occidentale del mar Mediterraneo, alimentato da aria fredda nord atlantica. In queste ore il centro del sistema depressionario è posizionato sopra il sud Italia con nubi e precipitazioni soprattutto al sud e sulle isola maggiori, molte nubi ma scarse precipitazioni al centro nord concentrate sui settori adriatici grazie a correnti mediamente orientali. Nevicate a quote medio basse al nord, medie, 1200/1600 m, al sud. Il centro depressionario sul sud Italia tenderà ad esaurirsi nelle prossime ore, contemporaneamente però, assisteremo alla discesa di una nuova perturbazione nord atlantica sul bacino occidentale del mar Mediterraneo con formazione di un nuovo centro depressionario a sud ovest delle isola Baleari. Quest’ultimo minimo di bassa pressione si muoverà subito verso oriente, raggiungendo la Tunisia settentrionale lunedì 21 gennaio, il sud Italia ionico martedì 22 gennaio. In questa fase quindi, per l’Italia cambierà poco, ancora molte nubi e frequenti precipitazioni al sud ed isole maggiori, nevose fino a quote medie, molte nubi con qualche locale precipitazione sul centro adriatico e sul Lazio, nevose in appennino fin sui 500 – 700 metri di quota, nuvolosità irregolare su centro tirrenico ed Emilia Romagna, pressione in aumento e poche nubi sul resto del nord Italia. Temperature senza variazioni di rilievo, venti deboli o moderati prevalentemente orientali.
In seguito però le incognite aumentano con i modelli meteorologici, ad oggi, non ancora molto concordi sulle ipotesi di evoluzione, cerchiamo però di fornire una linea di tendenza in base a nostre considerazioni. Durante le primissime ore di mercoledì 23 gennaio infatti, un vero e proprio nucleo di aria fredda artica proveniente dalla Groenlandia, si getterà sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo attraverso la Francia dando vita ad un nuovo minimo depressionario probabilmente centrato poco ad ovest della Corsica. Quest’ultimo, probabilmente, si muoverà verso sud est portandosi la sera di mercoledì 23 gennaio sopra la Sardegna poi, giovedì 24 gennaio, sopra il basso mar Tirreno approfondendosi notevolmente, fin sui 990 mb. Infine, venerdì 25 gennaio, il centro depressionario, in lento indebolimento, si posizionerà sopra le regioni ioniche.
Naturalmente se questa evoluzione dovesse essere confermata le correnti risulteranno orientali su gran parte d’Italia, le precipitazioni interesseranno ancora soprattutto il sud Italia, le isole maggiori ed in maniera minore le regioni centrali adriatiche. Sul nord Italia e sul centro un po’ di nuvolosità ma precipitazioni piuttosto scarse, concentrate in Appennino e, soltanto in una primissima fase, sulle Alpi occidentali e lungo le coste laziali e forse toscane. Anche sull’Umbria, con correnti orientali, non dovremo attenderci significative precipitazioni se non in Appennino. Qualche precipitazione in più potrebbe arrivare, ma qui si entra ancor più nel campo delle ipotesi, se il blocco delle correnti occidentali da parte dell’anticiclone in espansione verso nord dovesse irrobustirsi durante il prossimo fine settimana permettendo ad un nucleo di aria molto fredda di scendere dai settori polari russi occidentali, attraverso l’Europa orientale, fin sui paesi dell’ex Jugoslavia e sull’Italia, In questo caso per l’Umbria si riproporrebbero quindi, amplificate, le condizioni avute nella priam decade di gennaio con nevicate fin sul fondovalle per effetto dello sfondamento dello stau e dell’Adriatic Snow Effect (ASE).
La situazione va comunque monitorata in generale, i modelli faticano ad inquadrare le traiettorie delle robuste discese di aria fredda, le dinamiche e gli effetti sul bacino del mar Mediterraneo, spesso per mancanza di dati in condizioni climatiche mutate rispetto agli ultimi 50 anni. Quindi non è da escludere un evoluzione differente, almeno in parte, da metà della prossima settimana in poi.
La grafica qui a fianco mostra la circolazione atmosferica a livello del mare (linee bianche) e quella in quota (fasce colorate), attualmente prevista sui settori euro atlantico mediterranei per le ore centrali di mercoledì 23 gennaio 2019. La linea azzurra rappresenta l’aria fredda artica groenlandese, quella color fucsia la fascia di maggiori precipitazioni, mentre quella rossa e quella blu scura i probabili movimenti dell’alta pressione e del nucleo di aria fredda artica russa durante il prossimo fine settimana.

[ARCHIVIO NEWS]

 

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