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Temperature massime ampiamente sotto lo zero

(del 01/03/2005)

Davvero glaciale, come da tempo non si vedeva, questa giornata che, paradossalmente, dà il via al mese di marzo, che la meteorologia considera già primaverile (anche se, astronomicamente, bisognerà aspettare fino al 20). Quasi tutte i maggiori centri cittadini dell'Umbria presentano valori uguali o inferiori allo zero, ben al di sotto delle medie stagionali, che per il mese di marzo prevedono temperature comprese fra i 9°C dell'Umbria settentrionale e i 12°C di quella centro-meridionale: 0°C di massima a Terni, -0,3° a Perugia(San Sisto) -1° a Foligno e Città di Castello. Ben più fredde le zone appenniniche: il record spetta come al solito alla Valnerina e, in particolar modo, a Civita di Cascia (-8°C di massima) e Castelluccio (-6°C). Dopo le nevicate della mattina, nonostante il sole splendente, le temperature non sono risalite di tanto, a causa dei venti gelidi, nemmeno nell'Umbria nord-orientale, che si conferma gelida. Raffiche oltre i 75 km/h a Costacciaro, con visibilità ridottissima lungo la statale Flaminia, dove la circolazione è risultata nel complesso regolare ma difficoltosa (si veda la prima fotografia, scattata nei pressi del Ponte romano). Stessa situazione, a causa dello “scaccianeve” (è la definizione tecnica di bufera a cielo sereno) anche fra Purello e il bivio con la statale 76 della Val d’Esino. A Costacciaro, dove la temperatura minima ha sfiorato i – 8°C, la massima è rimasta a – 4,5°C: completamente gelata la fontana del Parco pubblico (nella foto), con lastre di ghiaccio vetrone spesse un paio di cm. Galaverna piuttosto spessa anche sui rami degli alberi e sulle antenne televisive, come in alta montagna. Non cambia la situazione a Fossato di Vico, dove la temperatura rimane saldamente sotto lo zero da oltre 60 ore. A mezzogiorno, la temperatura si aggira ancora sui – 5°C. Lungo il Pian di Gualdo, il sole ha sciolto (anzi, ha sublimato) il sottile strato di neve caduto in mattinata, ma i cumuli di neve vecchia di oltre un mese, ai lati delle strade, lungo i corsi d’acqua e la linea ferroviaria, toccano i 2 metri. A Palazzo Mancinelli, poco dopo mezzogiorno, la temperatura si aggira ancora sui – 4°C (vedi fotografia del termometro). La massima non ha poi superato i – 3°C a valle, ma nel centro storico di Gualdo Tadino, le folate di vento hanno mantenuto la temperatura sempre sotto i – 4°C. Per ritrovare una temperatura massima di – 4°C, a Gualdo, è necessario tornare indietro al 1996, al 1992 e, soprattutto, al 9 gennaio del 1985. Se il vento calerà, è facile prevedere, per le conche appenniniche, temperature minime negative a due cifre per la prossima notte.

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